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La Giornata Mondiale del Donatore |
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14 GIUGNO 2009 -
GIORNATA MONDIALE E NAZIONALE DELLA DONAZIONE DI SANGUE
100% donazione
volontaria e gratuita di sangue ed emocomponenti
C’è bisogno anche
di te!
Il 14 giugno 1868 nasceva a Vienna Karl Landsteiner.
Karl Landsteiner, nome sconosciuto ai più, medico viennese, è
la persona a cui si deve la scoperta del sistema AB0 dei gruppi
sanguigni, quello a cui ancora oggi si basano i criteri di
compatibilità fra i donatori per le trasfusioni.
Se a questa data si aggiunge il fatto che a partire dal 2006
anche in Italia è stata istituita, nella stessa data, la Giornata
Nazionale della donazione di sangue, ben si comprende che la data
del 14 giugno sia quella ideale per ricordare e per sottolineare
l’utilità di un gesto che salva ogni giorno milioni di vite umane:
la donazione di sangue.
E’, quindi, il giorno giusto, quella della nascita del medico
viennese, per ricordare e per sottolineare l’utilità di un gesto che
salva ogni giorno milioni di vite umane: la donazione di sangue.
AVIS è la cultura della solidarietà che sfocia, che trova il
suo punto di concretizzazione nella donazione di una parte di sé. La
donazione del proprio sangue è un punto di arrivo di un percorso,
spesso inconsapevole, ma sempre voluto.
AVIS è fatta di gente qualsiasi che crede che donare sia un
atto gratuito e anonimo verso chi solo con la solidarietà può
sopravvivere al bisogno.
Quindi il donatore di sangue è colui che si appella a quella
semplice, chiara verità che giace nel fondo dell’animo di ogni uomo:
la legge della vita umana, la legge dell’amore che è alla base
dell’umana pacifica convivenza.
Dona volontariamente, in assenza di reciprocità perché si
sente parte attiva del corpo sociale a cui appartiene.
Chi dona il sangue migliore la qualità della propria vita.
La donazione induce una disciplina nell’alimentazione, nei
consumi, nei controlli sanitari.
La donazione fa sentire migliori sotto il profilo
psicologico.
In forza di questo accresciuto benessere individuale, per una
città, per una comunità, per un comprensorio avere molti donatori
significa far fronte prima e meglio alle richieste delle proprie
strutture sanitarie.
Donare sangue diventa ancor di più significativo in una
Provincia, quale quella di Pavia, nella quale la presenza di
strutture sanitarie è di assoluto eccellenza e prestigio.
Per questo AVIS PROVINCIALE PAVIA rivolge un pressante
appello a tutti i cittadini a recarsi presso le strutture
ospedaliere e alle unità di raccolta a compiere questo gesto
insostituibile che consentirebbe di raggiungere l’autosufficienza di
sangue.
AVIS PROVINCIALE
PAVIA |
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Il 14 giugno si
tiene la Giornata Mondiale e
Nazionale del
Donatore di sangue.
Ecco l'articolo
sulla Giornata mondiale apparso sulla Provincia Pavese
di Sabato 14 Giugno 2008 a firma del nostro presidente:
Si tiene oggi
la Giornata Mondiale e Nazionale del Donatore di sangue.
L’evento viene ormai festeggiato in oltre 100 Paesi del
mondo.
Il 14 giugno (data di nascita di Karl
Landsteiner, biologo scopritore dei 4 gruppi sanguigni)
è stato ufficialmente proclamato nel 2004,
dall'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS),
Giornata Mondiale del Donatore di Sangue. Alla
celebrazione aderiscono la Federazione internazionale
delle organizzazioni dei donatori di sangue (FIODS), la
Federazione Internazionale della Croce Rossa e Mezzaluna
Rossa e la Società Internazionale della Trasfusione di
Sangue (SITS).
Nel 2005 la Presidenza del Consiglio
dei Ministri ha altresì proclamato il 14 giugno Giornata
Nazionale del Donatore di sangue.
Si tratta di una occasione
importante, nell’ambito della quale ricordare alla
popolazione l’importanza del dono volontario, anonimo e
gratuito del sangue.
Il sangue, ancora oggi privo di
qualunque alternativa, è assolutamente indispensabile
alla cura di numerose patologie e, tuttora, unica
risorse per garantire la vita a numerosi pazienti.
Mi pare importante, nell’ambito di
questa Giornata, rammentare e ringraziare gli 8.670
donatori di sangue della Provincia di Pavia, che con
grande generosità e spirito di assoluto altruismo hanno
effettuato nel corso del 2007 ben 18.120 donazioni.
Il loro generoso impegno è
testimoniato dall’elevato indice donazionale della
nostra provincia, tra i più alti della Lombardia.
Tuttavia la presenza nel territorio
di realtà ospedaliere di assoluta eccellenza, il cui
bacino di utenza può ben essere considerato nazionale,
rende tale pur brillante risultato del tutto
insufficiente a coprire il fabbisogno di sangue, che,
nel corso degli anni, è sensibilmente aumentato, anche
perché – contrariamente a quanto si possa pensare – i
progressi e gli sviluppi in campo medico, scientifico e
terapeutico ne esigono una crescente quantità.
Nel corso del 2007, infatti, è stato
necessario reperire al di fuori della nostra provincia
ben 22.541 emocomponenti.
E’ evidente, di fronte a tale dato,
l’assoluta esigenza di aumentare i Donatori di sangue
nella nostra provincia. Avis Provinciale Pavia,
nell’ambito del proprio Bilancio Sociale, presentato a
Vigevano lo scorso 6 aprile, ha sottolineato tale
necessità, indicando alcune strategie prioritarie.
I progetti di Avis Provinciale
prevedono l’elaborazione di un progetto che coinvolga in
primo luogo i giovani, le donne ed i cittadini stranieri
residenti nel territorio.
Un progetto ambizioso, che prevede un
stretta collaborazione con le pubbliche istituzioni e
con gli enti sanitari, ma assolutamente necessario per
dare una adeguata risposta al grande bisogno di sangue
della nostra provincia.
Si tratta di una scommessa difficile
e di un compito arduo, ma senz’altro alla portata della
gente pavese. La quale, non dimentichiamolo, per prima
dette vita in Italia al volontariato del sangue.
Da qui l’appello che l’AVIS rivolge
oggi a tutti i cittadini, nell’ambito di questa
celebrazione.
Diventare donatori di sangue è
semplice e permette di compiere un gesto insostituibile
per la salute di molti.
Consente di divenire protagonisti di
una solidarietà unica e così preziosa, di una cultura
del dono che da oltre ottantanni milioni di persone
hanno condiviso e che oggi, ben lungi dall’esaurirsi, si
rivolge fiduciosa alle nuove generazioni.
Stefano Marchesotti - Presidente AVIS
Provinciale Pavia |
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GIORNATA MONDIALE E
NAZIONALE 2008 DELLA DONAZIONE DI SANGUE:
Linguaggio universale.
Il 14
giugno 1868 nasceva a Vienna Karl Landsteiner.
Karl
Landsteiner, nome sconosciuto ai più, medico viennese, è la persona
a cui si deve la scoperta del sistema AB0 dei gruppi sanguigni,
quello a cui ancora oggi si basano i criteri di compatibilità fra i
donatori per le trasfusioni.
Se a
questa data si aggiunge il fatto che a partire dal 2006 anche in
Italia è stata istituita, nella stessa data, la Giornata Nazionale
della donazione di sangue, ben si comprende che la data del 14
giugno sia quella ideale per ricordare e per sottolineare l’utilità
di un gesto che salva ogni giorno milioni di vite umane: la
donazione di sangue.
Nel
manifesto preparato da AVIS NAZIONALE in occasione della Giornata
2008, e che può essere visibile sul sito di AVIS VIGEVANO
www.avisvigevano.it, si legge
questo slogan: linguaggio universale.
Ciò a
significare che il linguaggio della donazione di sangue supera ogni
barriera linguistica.
Quindi la considerazione che la donazione di sangue non è solo un
atto medico-sanitario, ma una scelta individuale di dono di una
parte del “sé” ad un individuo sconosciuto, incarnato astrattamente
nella società stessa.
Ed
oggi questo individuo sconosciuto, potrebbe essere il migrante che
giunge con il suo vissuto e la sua storia in un Paese straniero,
alla ricerca di una rinegoziazione della sua identità e della sua
cultura.
Tutto
ciò non ci deve far dimenticare la costante presenza dei nostri
donatori che quotidianamente promuovano con il loro gesto la cultura
della solidarietà e del benessere, dando impulso e vita
all’importante risorsa costituita da forme di volontariato
periodico responsabile.
C’è
un secondo motivo per il quale la Giornata della donazione di sangue
2008 assume un significato particolare: il 60° compleanno della
Costituzione Italiana.
Il
testo della Costituzione, in due articoli, ci ricorda i valori su
cui si basa anche l’azione solidale di AVIS.
Il
primo, l’art. 18, che ci ricorda che “i cittadini hanno diritto di
associarsi, liberamente, senza autorizzazione, per fini che non sono
vietati ai singoli dalla legge penale”.
Il
secondo, l’art. 32 in cui si sottolinea che la “Repubblica tutela la
salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della
collettività e garantisce cure gratuite agli indigenti”.
Chiudo questa breve riflessione con quanto era emerso dal convegno
Le nuove frontiere dell’ematologia organizzato da AVIS NAZIONALE e
AVIS COMUNALE ROMA il 14 giugno 2007 in Campidoglio negli interventi
dal rabbino capo di Roma Riccardo Di Segni, da mons. Rino Fisichella
rettore della Pontificia Università Lateranense e dal dr. Mustafà
Qaddourah Rashed membro effettivo del Comitato Aziendale della ASL
ROMA/A e membro dell’Assemblea Generale del Centro Islamico
Culturale d’Italia.
Ebbene dai tre relatori era stata individuata una strada comune da
percorrere: donare il sangue è un dovere sociale che serve a
salvare vite in pericolo.
Giuseppe Maestrone – Presidente Avis Vigevano |
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Giornata mondiale del donatore (14 giugno
2006).
Per la prima volta, con apposita
direttiva della Presidenza del Conisglio dei Ministri, il 14 giugno
è stato indetto come giornata nazionale della donazione del sangue.
Nell'ambito di tale giornata, le
Amministrazioni pubbliche e le organizzazioni di volontariato si
impegneranno a promuovere la cultura della donazione del sangue.
Moltissimi, in tutte le province e città d'Italia, saranno gli
eventi e le manifestazioni di sensibilizzazione organizzati da Avis.
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Il Messaggio del Santo Padre Benedetto XVI ai
donatori AVIS durante l'Udienza Generale di Mercoledì 13 Giugno |
«Saluto poi i rappresentanti
dell'Associazione volontari italiani sangue (Avis), che ricorda
l'80° anniversario di fondazione. Cari amici, la vostra presenza
sul territorio nazionale ha promosso, in questi anni, i valori
della vita, della gratuità e della solidarietà. Continuate
questo vostro importante servizio al prossimo, ispirandovi al
Divino Maestro, che venerate specialmente nel tempio del
Preziosissimo Sangue in Pianezze di Valdobbiadene».
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Il Messaggio del Presidente Avis Provinciale Pavia
Stefano Marchesotti |
Il 14
giugno in tutto il mondo si festeggia la “Giornata mondiale del
donatore di sangue”.
Si
tratta di un evento internazionale, istituito dalla World Health
Assembly e dedicato alla celebrazione e alla riconoscenza per i
volontari del sangue di tutto il mondo. Promossa dall'Organizzazione
Mondiale della Sanità, dalla Federazione Internazionale della Croce
Rossa e della Mezzaluna Rossa, dalla Società internazionale della
trasfusione del sangue e dalla FIODS, la Giornata Mondiale del
Donatore è divenuta occasione per porre l’attenzione di tutti sulla
necessità sempre crescente di sangue, farmaco indispensabile e
irriproducibile in laboratorio, e all'importanza della diffusione
della donazione periodica e volontaria. Non a caso si è scelta la
giornata del 14 giugno. Tale data ricorda, infatti, la nascita di
Karl Landsteiner, medico di origine austriaca che nel 1900 scoprì
l'esistenza dei gruppi sanguigni, e che per questa scoperta (che
bissò nel 1941 con quella del fattore RH) si meritò il Premio Nobel
nel 1930.In Italia, tale data coincide con la “Giornata Nazionale
del donatore di sangue”, indetta dalla Presidenza del Consiglio il
12 aprile del 2006.Il tema della edizione 2007 è “Safe Blood for
Safe Motherhood”, “Sangue sicuro per una maternità sicura”. La
Giornata mondiale e nazionale di quest'anno intende così richiamare
l'opinione pubblica sull'importanza della donazione volontaria del
sangue per preservare la vita di migliaia di madri e di neonati.
Ogni anno, infatti, più di 500.000 donne perdono la vita durante il
parto; il 99% dei casi si verifica nei Paesi in via di sviluppo. Le
emorragie sono la principale causa di tali decessi: più di un quarto
di queste vite possono essere salvate grazie alla trasfusione di
sangue.
Più
in generale, inoltre, è un'occasione importante per esprimere la
gratitudine di tutti a coloro che volontariamente donano il proprio
sangue per altruismo. Credo sia giusto dedicare una apposita
celebrazione ad una tipologia di volontariato davvero unica, che si
concretizza nel dono, anonimo e gratuito di una parte essenziale di
sé: il proprio sangue.
Aldilà dei pur necessari aspetti celebrativi, è altresì importante
porre la nostra attenzione sugli aspetti promozionali ed informativi
della “Giornata mondiale e nazionale del donatore di sangue”.E’
infatti necessario porre in essere una grande campagna di
sensibilizzazione, finalizzata all’acquisizione di nuovi donatori
per sempre maggiori donazioni. Se questo è vero in tutto il Paese e,
come visto, in tutto il mondo, lo è particolarmente nella nostra
provincia, caratterizzata dalla presenza di strutture sanitarie di
assoluta eccellenza e prestigio, che richiamano pazienti e malati da
ogni parte e che sono riferimento scientifico e terapeutico a
livello nazionale e spesso internazionale.Questa importante ed
avanzata realtà sanitaria fa sì che, nonostante il generoso impegno
di tanti donatori (la provincia di Pavia ha un indice di donazione
per donatore superiore a quello della maggior parte delle province
lombarde) il traguardo dell’autosufficienza di sangue per i pazienti
dei suoi ospedali sia ancora ben lontano.
E’
una situazione a cui occorre porre rimedio, anche perchè la continua
evoluzione terapeutica, le quotidiane scoperte mediche che tante
vite contribuiscono a salvare, necessitano di un crescente
quantitativo di emocomponenti.
Da
qui l’esigenza di accogliere ancora numerosi nuovi donatori, che
possano garantire ai nostri ospedali un più cospicuo afflusso di
donazioni.Si tratta di una scommessa difficile e di un compito
arduo, ma senz’altro alla portata della gente pavese. La quale, non
dimentichiamolo, per prima dette vita in Italia al volontariato del
sangue.Da qui l’appello che l’AVIS rivolge oggi a tutti i cittadini,
nell’ambito di questa celebrazione. Diventare donatori di sangue è
semplice e permette di compiere un gesto insostituibile per la
salute di molti. Consente di divenire protagonisti di una
solidarietà unica e così preziosa, di una cultura del dono che da
oltre ottantanni milioni di persone hanno condiviso e che oggi, ben
lungi dall’esaurirsi, si rivolge fiduciosa alle nuove generazioni.
Stefano Marchesotti
Presidente AVIS Provinciale Pavia |
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Il Messaggio del
Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano |
La “Giornata mondiale del donatore”
rappresenta un momento di grande rilievo sociale
che prosegue l’opera di sensibilizzazione della
pubblica opinione sull’importante tema della
donazione del sangue, atto che testimonia ed
esprime i più alti valori di civiltà e di comune
solidarietà.
Le istituzioni, l’associazionismo,
la scuola e l’intera società sono chiamate
ad un comune impegno affinché nella
coscienza civile possa crescere il senso del
valore di questi atti di generosa e attiva
partecipazione. La costante attività della
vostra associazione costituisce un decisivo
punto di riferimento per lo sviluppo e la
diffusione di una pratica straordinariamente
preziosa per i suoi aspetti strettamente
medici e per il suo significato sociale.
In questo spirito e con
sentimenti di apprezzamento e
gratitudine per coloro che, nel mondo
intero, si adoperano per questa nobile
azione, rivolgo a Lei, egregio
presidente, ed a tutti i partecipanti
alla giornata, un cordiale saluto.
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Il Messaggio del Ministro della Salute Livia Turco |
Sono lieta e
onorata di constatare che nel nostro Paese resta forte il
sentimento di solidarietà, un sentimento che avvicina gli sforzi
di quanti si impegnano nella difesa della salute e della vita di
ognuno, per far fronte comune contro le difficoltà e le paure e
per donare, in particolare ai più deboli, una speranza, un
futuro più agevole. Le Associazioni di volontariato svolgono
quindi un ruolo importante nella nostra società. In particolare
quelle come la Vostra che, ai fini del Servizio Sanitario
nazionale, concorre alla promozione e allo sviluppo della
donazione e alla tutela del donatore.
Da tempo,
doverosamente, anche la legislazione tende a sottolineare, nel
nostro Paese, la funzione civica e sociale e i valori umani e
solidaristici che si esprimono nella donazione volontaria e
gratuita del sangue e dei suoi componenti. Il sistema
trasfusionale è un sistema complesso ed articolato, in cui le
diverse componenti sono chiamate ad assolvere i rispettivi
compiti interagendo con le tutte le altre, al fine di
corrispondere efficacemente alla domanda di un’adeguata
disponibilità di sangue e della sua sempre maggiore sicurezza.
E’ un sistema
essenziale e strategico ai fini del funzionamento di ogni
sistema sanitario, poiché eroga prestazioni a supporto delle
aree di medicina, di chirurgia, di urgenza e di emergenza, e di
alta specialità. Mai come negli ultimi anni si è registrato da
parte delle componenti del sistema Istituzioni, Associazioni,
Società scientifiche, una affinità di intenti, una convergenza
verso obiettivi comuni e condivisi che testimoniano la crescita
del settore, che si trova a rispondere anche alle nuove esigenze
che nascono dalla integrazione europea.
E’ importante da
parte mia ricordare in qualità di Ministro della sanità che gli
Organismi dell’Unione Europea hanno indicato con diversi
provvedimenti gli obiettivi generali che ciascuno Stato membro
deve realizzare nel settore trasfusionale, in particolare
l’autosufficienza nazionale del sangue e degli emoderivati.
La Legge varata
nel 2005, la n. 219, ha dettato la nuova disciplina delle
attività trasfusionali e della produzione nazionale degli
emoderivati, lanciando una grande sfida alle entità di governo,
centrali e regionali, alle Associazioni e alle Federazioni dei
donatori, nonché ai professionisti delle Società scientifiche,
affinché, nel perseguimento dell’autosufficienza nazionale di
sangue, sia realizzato il rispetto dell’uniformità nazionale dei
livelli essenziali trasfusionali. Questa legge prevede l’azione
di indirizzo e di verifica delle Regioni e azioni di
coordinamento da parte del governo centrale, tese a
salvaguardare l’uniformità assistenziale, la crescita
dell’innovazione tecnologica e scientifica e la realizzazione di
una efficiente rete informativa, dall’emovigilanza alla
copertura delle emergenze. Il percorso per assicurare questo
coordinamento centrale, come saprete, è già stato avviato.
Confido
nell’ausilio della Consulta Tecnica per il sistema
trasfusionale, grazie al cui contributo è stato possibile
emanare il decreto ministeriale 18 aprile 2007, in via di
perfezionamento, che reca indicazioni essenziali sulle finalità
statutarie delle Associazioni e Federazioni dei donatori di
sangue, comprese anche quelle delle donatrici volontarie di
sangue da cordone ombelicale.
Nel
provvedimento sono stati ribaditi i principi cui gli Statuti
debbono ispirarsi, in particolare il valore umano e
solidaristico della donazione volontaria e gratuita del sangue e
dei suoi componenti, e sono stati illustrati gli scopi che le
associazioni e le federazioni dei donatori e delle donatrici
volontari perseguono per concorrere ai fini istituzionali del
Servizio Sanitario Nazionale. In particolare, la promozione
dell’informazione e la sensibilizzazione della popolazione alla
donazione di sangue.
Voglio qui
ricordare anche il costituendo Centro Nazionale Sangue,
organismo di coordinamento e di indirizzo previsto dalla legge
del 2005, e il suo Comitato direttivo, nella cui composizione si
è avuto cura di tutelare la rappresentanza delle Associazioni e
delle Federazioni dei donatori di sangue, secondo quanto
disposto dal decreto del 10 novembre 2006, da me sottoscritto in
riconoscimento del ruolo fondamentale svolto dal volontariato.
Ritengo
necessario sottolineare questo riconoscimento, in quanto è alta
la valenza delle Associazioni di volontariato in un ambito così
delicato: Per il significato strategico che il donatore
volontario di sangue esprime nel sistema sanitario; Per il peso
della volontà di persone che dedicano agli altri parte di sé,
delle proprie attenzioni, del proprio tempo, e anche del proprio
essere fisico; Per la capacità di attrazione e di diffusione
della cultura del “saper donare”, della promozione della salute
e di corretti stili di vita; Per lo stimolo costante e
encomiabile alla aggregazione.
Il dono del
sangue volontario, anonimo e non remunerato, è un caposaldo
essenziale. Un caposaldo che permette di conseguire i più
elevati livelli di sicurezza trasfusionale e che concorre al
raggiungimento dell’autosufficienza sul piano nazionale.
Pertanto, la valorizzazione dell’associazionismo volontario è un
dovere per il nostro Paese, poiché tale associazionismo
contribuisce significativamente, a fianco di tanti suoi meriti,
a promuovere la cultura della solidarietà e del benessere, ma
anche alla sostituzione della donazione occasionale con quella
periodica, dando impulso e vita all’importante risorsa
costituita da forme di volontariato periodico e responsabile.
Gli sforzi fin
qui compiuti, grazie anche alle tante campagne per la promozione
del dono del sangue tenute in collaborazione con le Associazioni
di donatori, hanno raggiunto traguardi notevoli in merito
all’autosufficienza di sangue e di emocomponenti nel nostro
Paese. Mentre per il sangue e gli emocomponenti ad uso
trasfusionale si è raggiunto, attraverso meccanismi di scambio
tra Regioni, regolati da accordi o convenzioni, un livello di
autosufficienza, comunque da consolidare, per il plasma – da
avviare alla produzione di emoderivati - si è ancora lontani dal
soddisfacimento della domanda.
Voglio attirare
la Vostra attenzione su una constatazione rassicurante. Dai dati
del registro nazionale sangue e plasma curato dall’Istituto
Superiore di Sanità, risulta una crescita costante, nel corso di
questi ultimi anni, del numero di donatori. Dai dati del 2005
risulta infatti:
a) che il
numero dei donatori in Italia è stato pari a 1.492.858, e
pertanto si conferma il trend crescente registrato negli
ultimi anni. Incrementi significativi sono stati osservati
in Regioni storicamente carenti (quali Molise e Calabria)
dove è aumentato il numero di donatori periodici/1000
abitanti, mentre Lazio e Campania hanno registrato un
incremento dei donatori nuovi/1000 abitanti. La media
italiana di donatori totali/1000 abitanti è stata pari a 26.
L’indice di donazione (numero di donazioni/anno) per il
sangue intero a livello nazionale è rimasto invariato
rispetto agli anni precedenti e si attesta a 1,6, anche se
gli uomini possono donare fino a 4 volte e le donne 2
volte/anno.
b) che nel
2005 il numero di unità di sangue intero raccolte
(2.346.656) è leggermente aumentato rispetto agli anni
precedenti; la media nazionale è stata di 38 unità/1000
abitanti. Accanto alla incrementata raccolta di emazie è
stato evidenziato anche un aumento dei consumi (alta
specialità, trapianti, cardiochirurgia, allungamento della
vita media) in tutte le Regioni.Alcune Regioni, in
particolare Sardegna e Lazio, pur se per ragioni diverse,
non sono ancora in grado di soddisfare in modo autonomo il
proprio fabbisogno interno. c) che la produzione di plasma è
stata di 759.056 litri, anche in tale ambito si conferma
l’andamento positivo degli ultimi anni. Il 79% del plasma
raccolto è stato inviato all’industria per la produzione di
plasmaderivati ed il 21% è stato utilizzato per esigenze
cliniche.
Molto si attende
dal nuovo assetto e dai nuovi Organismi, affinchè attraverso una
pianificazione puntuale nei tempi degli effettivi bisogni si
possa rispondere con azioni programmate mirate e con interventi
specifici alla domanda di salute che proviene dal nostro Paese.
In conclusione, desidero rivolgere un appello di fronte a questa
tribuna importante.
Confido
fortemente, per assolvere gli impegni previsti, nel contributo
essenziale da un lato delle Associazioni e delle Federazioni dei
donatori, e in particolare da tutti Voi, attraverso la
pianificazione di nuove strategie per il reclutamento e il
mantenimento dei donatori, e la programmazione della raccolta;
dall’altro in quello dei professionisti medici e paramedici
invitati a fornire la propria, completa adesione ai nuovi
modelli organizzativi e un impegno costante nella qualificazione
professionale, sia nelle attività di produzione che in quella
quotidiana di cura e di assistenza della popolazione.
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