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La Giornata Mondiale del Donatore
 

14 GIUGNO 2009 - GIORNATA MONDIALE E  NAZIONALE DELLA DONAZIONE DI SANGUE 

100% donazione volontaria e gratuita di sangue ed emocomponenti

C’è bisogno anche di te! 

Il 14 giugno 1868 nasceva a Vienna Karl Landsteiner.

Karl Landsteiner, nome sconosciuto ai più, medico viennese, è la persona a cui si deve la scoperta del sistema AB0 dei gruppi sanguigni, quello a cui ancora oggi  si basano i criteri di compatibilità fra i donatori per le trasfusioni.

Se a questa data si aggiunge il fatto che a partire dal 2006 anche in Italia è stata istituita, nella stessa data, la Giornata Nazionale della donazione di sangue, ben si comprende che la data del 14 giugno sia quella ideale per ricordare e per sottolineare l’utilità di un gesto che salva ogni giorno milioni di vite umane: la donazione di sangue.

E’, quindi, il giorno giusto, quella della nascita del medico viennese, per ricordare e per sottolineare l’utilità di un gesto che salva ogni giorno milioni di vite umane: la donazione di sangue.

AVIS è la cultura della solidarietà che sfocia, che trova il suo punto di concretizzazione nella donazione di una parte di sé. La donazione del proprio sangue è un punto di arrivo di un percorso, spesso inconsapevole, ma sempre voluto.

AVIS è fatta di gente qualsiasi che crede che donare sia un atto gratuito e anonimo verso chi solo con la solidarietà può sopravvivere al bisogno.

Quindi il donatore di sangue è colui che si appella a quella semplice, chiara verità che giace nel fondo dell’animo di ogni uomo: la legge della vita umana, la legge dell’amore che è alla base dell’umana pacifica convivenza.

Dona volontariamente, in assenza di reciprocità perché si sente parte attiva del corpo sociale a cui appartiene.

Chi dona il sangue migliore la qualità della propria vita.

La donazione induce una disciplina nell’alimentazione, nei consumi, nei controlli sanitari.

La donazione fa sentire migliori sotto il profilo psicologico.

In forza di questo accresciuto benessere individuale, per una città, per una comunità, per un comprensorio avere molti donatori significa far fronte prima e meglio alle richieste delle proprie strutture sanitarie.

Donare sangue diventa ancor di più significativo in una Provincia, quale quella di Pavia, nella quale la presenza di strutture sanitarie è di assoluto eccellenza e prestigio.

Per questo AVIS PROVINCIALE PAVIA rivolge un pressante appello a tutti i cittadini a recarsi presso le strutture ospedaliere e alle unità di raccolta a compiere questo gesto insostituibile che consentirebbe di raggiungere l’autosufficienza di sangue. 

AVIS PROVINCIALE PAVIA

Il 14 giugno si tiene la Giornata Mondiale e

Nazionale del Donatore di sangue.

Ecco l'articolo sulla Giornata mondiale apparso sulla Provincia Pavese di Sabato 14 Giugno 2008 a firma del nostro presidente:

Si tiene oggi la Giornata Mondiale e Nazionale del Donatore di sangue. L’evento viene ormai festeggiato in oltre 100 Paesi del mondo.

Il 14 giugno (data di nascita di Karl Landsteiner, biologo scopritore dei 4 gruppi sanguigni) è stato ufficialmente proclamato nel 2004, dall'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), Giornata Mondiale del Donatore di Sangue. Alla celebrazione aderiscono la Federazione internazionale delle organizzazioni dei donatori di sangue (FIODS), la Federazione Internazionale della Croce Rossa e Mezzaluna Rossa e la Società Internazionale della Trasfusione di Sangue (SITS).

Nel 2005 la Presidenza del Consiglio dei Ministri ha altresì proclamato il 14 giugno Giornata Nazionale del Donatore di sangue.

Si tratta di una occasione importante, nell’ambito della quale ricordare alla popolazione l’importanza del dono volontario, anonimo e gratuito del sangue.

Il sangue, ancora oggi privo di qualunque alternativa, è assolutamente indispensabile alla cura di numerose patologie e, tuttora, unica risorse per garantire la vita a numerosi pazienti.

Mi pare importante, nell’ambito di questa Giornata, rammentare e ringraziare gli 8.670 donatori di sangue della Provincia di Pavia, che con grande generosità e spirito di assoluto altruismo hanno effettuato nel corso del 2007 ben 18.120 donazioni.

Il loro generoso impegno è testimoniato dall’elevato indice donazionale della nostra provincia, tra i più alti della Lombardia.

Tuttavia la presenza nel territorio di realtà ospedaliere di assoluta eccellenza, il cui bacino di utenza può ben essere considerato nazionale, rende tale pur brillante risultato del tutto insufficiente a coprire il fabbisogno di sangue, che, nel corso degli anni, è sensibilmente aumentato, anche perché – contrariamente a quanto si possa pensare – i progressi e gli sviluppi in campo medico, scientifico e terapeutico ne esigono una crescente quantità.

Nel corso del 2007, infatti, è stato necessario reperire al di fuori della nostra provincia ben 22.541 emocomponenti.

E’ evidente, di fronte a tale dato, l’assoluta esigenza di aumentare i Donatori di sangue nella nostra provincia. Avis Provinciale Pavia, nell’ambito del proprio Bilancio Sociale, presentato a Vigevano lo scorso 6 aprile, ha sottolineato tale necessità, indicando alcune strategie prioritarie.

I progetti di Avis Provinciale prevedono l’elaborazione di un progetto che coinvolga in primo luogo i giovani, le donne ed i cittadini stranieri residenti nel territorio.

Un progetto ambizioso, che prevede un stretta collaborazione con le pubbliche istituzioni e con gli enti sanitari, ma assolutamente necessario per dare una adeguata risposta al grande bisogno di sangue della nostra provincia.

Si tratta di una scommessa difficile e di un compito arduo, ma senz’altro alla portata della gente pavese. La quale, non dimentichiamolo, per prima dette vita in Italia al volontariato del sangue.

Da qui l’appello che l’AVIS rivolge oggi a tutti i cittadini, nell’ambito di questa celebrazione.

Diventare donatori di sangue è semplice e permette di compiere un gesto insostituibile per la salute di molti.

Consente di divenire protagonisti di una solidarietà unica e così preziosa, di una cultura del dono che da oltre ottantanni milioni di persone hanno condiviso e che oggi, ben lungi dall’esaurirsi, si rivolge fiduciosa alle nuove generazioni.

Stefano Marchesotti - Presidente AVIS Provinciale Pavia

 


GIORNATA MONDIALE E  NAZIONALE 2008 DELLA DONAZIONE DI SANGUE: 

Linguaggio universale. 

Il 14 giugno 1868 nasceva a Vienna Karl Landsteiner.

Karl Landsteiner, nome sconosciuto ai più, medico viennese, è la persona a cui si deve la scoperta del sistema AB0 dei gruppi sanguigni, quello a cui ancora oggi  si basano i criteri di compatibilità fra i donatori per le trasfusioni.

Se a questa data si aggiunge il fatto che a partire dal 2006 anche in Italia è stata istituita, nella stessa data, la Giornata Nazionale della donazione di sangue, ben si comprende che la data del 14 giugno sia quella ideale per ricordare e per sottolineare l’utilità di un gesto che salva ogni giorno milioni di vite umane: la donazione di sangue.

Nel manifesto preparato da AVIS NAZIONALE in occasione della Giornata 2008, e che può essere visibile sul sito di AVIS VIGEVANO www.avisvigevano.it,  si legge questo slogan: linguaggio universale.

Ciò a significare che il linguaggio della donazione di sangue supera ogni barriera linguistica.

Quindi la considerazione che la donazione di sangue non è solo un atto medico-sanitario, ma una scelta individuale di dono di una parte del “sé” ad un individuo sconosciuto, incarnato astrattamente nella società stessa.

Ed oggi questo individuo sconosciuto, potrebbe essere il migrante che giunge con il suo vissuto e la sua storia in un Paese straniero, alla ricerca di una rinegoziazione della sua identità e della sua cultura.

Tutto ciò non ci deve far dimenticare la costante presenza dei nostri donatori che quotidianamente promuovano con il loro gesto la cultura della solidarietà e del benessere, dando impulso e vita all’importante risorsa costituita da forme di volontariato periodico  responsabile.  

C’è un secondo motivo per il quale la Giornata della donazione di sangue 2008 assume un significato particolare: il 60° compleanno della Costituzione Italiana.

Il testo della Costituzione, in due articoli, ci ricorda i valori su cui si basa anche l’azione solidale di AVIS.

Il primo, l’art. 18, che ci ricorda che “i cittadini hanno diritto di associarsi, liberamente, senza autorizzazione, per fini che non sono vietati ai singoli dalla legge penale”.

Il secondo, l’art. 32 in cui si sottolinea che la “Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività e garantisce cure gratuite agli indigenti”.

Chiudo questa breve riflessione con quanto era emerso dal convegno Le nuove frontiere dell’ematologia organizzato da AVIS NAZIONALE  e AVIS COMUNALE ROMA il 14 giugno 2007 in Campidoglio negli interventi dal rabbino capo di Roma Riccardo Di Segni, da mons. Rino Fisichella rettore della Pontificia Università Lateranense e dal dr. Mustafà Qaddourah Rashed  membro effettivo del Comitato Aziendale della ASL ROMA/A e membro dell’Assemblea Generale del Centro Islamico Culturale d’Italia.

Ebbene dai tre relatori era stata individuata una strada comune da percorrere:  donare il sangue è un dovere sociale che serve a salvare vite in pericolo.  

Giuseppe Maestrone – Presidente Avis Vigevano    

 


 

Giornata mondiale del donatore (14 giugno 2006).

Per la prima volta, con apposita direttiva della Presidenza del Conisglio dei Ministri, il 14 giugno è stato indetto come giornata nazionale della donazione del sangue.

Nell'ambito di tale giornata, le Amministrazioni pubbliche e le organizzazioni di volontariato si impegneranno a promuovere la cultura della donazione del sangue. Moltissimi, in tutte le province e città d'Italia, saranno gli eventi e le manifestazioni di sensibilizzazione organizzati da Avis.

 

 
Il Messaggio del Santo Padre Benedetto XVI ai donatori AVIS durante l'Udienza Generale di Mercoledì 13 Giugno

«Saluto poi i rappresentanti dell'Associazione volontari italiani sangue (Avis), che ricorda l'80° anniversario di fondazione. Cari amici, la vostra presenza sul territorio nazionale ha promosso, in questi anni, i valori della vita, della gratuità e della solidarietà. Continuate questo vostro importante servizio al prossimo, ispirandovi al Divino Maestro, che venerate specialmente nel tempio del Preziosissimo Sangue in Pianezze di Valdobbiadene».

 
Il Messaggio del Presidente Avis Provinciale Pavia Stefano Marchesotti

Il 14 giugno in tutto il mondo si festeggia la “Giornata mondiale del donatore di sangue”.

Si tratta di un evento internazionale, istituito dalla World Health Assembly e dedicato alla celebrazione e alla riconoscenza per i volontari del sangue di tutto il mondo. Promossa dall'Organizzazione Mondiale della Sanità, dalla Federazione Internazionale della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa, dalla Società internazionale della trasfusione del sangue e dalla FIODS, la Giornata Mondiale del Donatore è divenuta occasione per porre l’attenzione di tutti sulla necessità sempre crescente di sangue, farmaco indispensabile e irriproducibile in laboratorio, e all'importanza della diffusione della donazione periodica e volontaria. Non a caso si è scelta la giornata del 14 giugno. Tale data ricorda, infatti, la nascita di Karl Landsteiner, medico di origine austriaca che nel 1900 scoprì l'esistenza dei gruppi sanguigni, e che per questa scoperta (che bissò nel 1941 con quella del fattore RH) si meritò il Premio Nobel nel 1930.In Italia, tale data coincide con la “Giornata Nazionale del donatore di sangue”, indetta dalla Presidenza del Consiglio il 12 aprile del 2006.Il tema della edizione 2007 è “Safe Blood for Safe Motherhood”, “Sangue sicuro per una maternità sicura”. La Giornata mondiale e nazionale di quest'anno intende così richiamare l'opinione pubblica sull'importanza della donazione volontaria del sangue per preservare la vita di migliaia di madri e di neonati. Ogni anno, infatti, più di 500.000 donne perdono la vita durante il parto; il 99% dei casi si verifica nei Paesi in via di sviluppo. Le emorragie sono la principale causa di tali decessi: più di un quarto di queste vite possono essere salvate grazie alla trasfusione di sangue.

Più in generale, inoltre, è un'occasione importante per esprimere la gratitudine di tutti a coloro che volontariamente donano il proprio sangue per altruismo. Credo sia giusto dedicare una apposita celebrazione ad una tipologia di volontariato davvero unica, che si concretizza nel dono, anonimo e gratuito di una parte essenziale di sé: il proprio sangue.

Aldilà dei pur necessari aspetti celebrativi, è altresì importante porre la nostra attenzione sugli aspetti promozionali ed informativi della “Giornata mondiale e nazionale del donatore di sangue”.E’ infatti necessario porre in essere una grande campagna di sensibilizzazione, finalizzata all’acquisizione di nuovi donatori per sempre maggiori donazioni. Se questo è vero in tutto il Paese e, come visto, in tutto il mondo, lo è particolarmente nella nostra provincia, caratterizzata dalla presenza di strutture sanitarie di assoluta eccellenza e prestigio, che richiamano pazienti e malati da ogni parte e che sono riferimento scientifico e terapeutico a livello nazionale e spesso internazionale.Questa importante ed avanzata realtà sanitaria fa sì che, nonostante il generoso impegno di tanti donatori (la provincia di Pavia ha un indice di donazione per donatore superiore a quello della maggior parte delle province lombarde) il traguardo dell’autosufficienza di sangue per i pazienti dei suoi ospedali sia ancora ben lontano.

E’ una situazione a cui occorre porre rimedio, anche perchè la continua evoluzione terapeutica, le quotidiane scoperte mediche che tante vite contribuiscono a salvare, necessitano di un crescente quantitativo di emocomponenti.

Da qui l’esigenza di accogliere ancora numerosi nuovi donatori, che possano garantire ai nostri ospedali un più cospicuo afflusso di donazioni.Si tratta di una scommessa difficile e di un compito arduo, ma senz’altro alla portata della gente pavese. La quale, non dimentichiamolo, per prima dette vita in Italia al volontariato del sangue.Da qui l’appello che l’AVIS rivolge oggi a tutti i cittadini, nell’ambito di questa celebrazione. Diventare donatori di sangue è semplice e permette di compiere un gesto insostituibile per la salute di molti. Consente di divenire protagonisti di una solidarietà unica e così preziosa, di una cultura del dono che da oltre ottantanni milioni di persone hanno condiviso e che oggi, ben lungi dall’esaurirsi, si rivolge fiduciosa alle nuove generazioni.

Stefano Marchesotti

Presidente AVIS Provinciale Pavia

 

 
Il Messaggio del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano

La “Giornata mondiale del donatore” rappresenta un momento di grande rilievo sociale che prosegue l’opera di sensibilizzazione della pubblica opinione sull’importante tema della donazione del sangue, atto che testimonia ed esprime i più alti valori di civiltà e di comune solidarietà.

Le istituzioni, l’associazionismo, la scuola e l’intera società sono chiamate ad un comune impegno affinché nella coscienza civile possa crescere il senso del valore di questi atti di generosa e attiva partecipazione. La costante attività della vostra associazione costituisce un decisivo punto di riferimento per lo sviluppo e la diffusione di una pratica straordinariamente preziosa per i suoi aspetti strettamente medici e per il suo significato sociale.

In questo spirito e con sentimenti di apprezzamento e gratitudine per coloro che, nel mondo intero, si adoperano per questa nobile azione, rivolgo a Lei, egregio presidente, ed a tutti i partecipanti alla giornata, un cordiale saluto.

Giorgio Napolitano
 
Il Messaggio del Ministro della Salute Livia Turco

Sono lieta e onorata di constatare che nel nostro Paese resta forte il sentimento di solidarietà, un sentimento che avvicina gli sforzi di quanti si impegnano nella difesa della salute e della vita di ognuno, per far fronte comune contro le difficoltà e le paure e per donare, in particolare ai più deboli, una speranza, un futuro più agevole. Le Associazioni di volontariato svolgono quindi un ruolo importante nella nostra società. In particolare quelle come la Vostra che, ai fini del Servizio Sanitario nazionale, concorre alla promozione e allo sviluppo della donazione e alla tutela del donatore.

Da tempo, doverosamente, anche la legislazione tende a sottolineare, nel nostro Paese, la funzione civica e sociale e i valori umani e solidaristici che si esprimono nella donazione volontaria e gratuita del sangue e dei suoi componenti. Il sistema trasfusionale è un sistema complesso ed articolato, in cui le diverse componenti sono chiamate ad assolvere i rispettivi compiti interagendo con le tutte le altre, al fine di corrispondere efficacemente alla domanda di un’adeguata disponibilità di sangue e della sua sempre maggiore sicurezza.

E’ un sistema essenziale e strategico ai fini del funzionamento di ogni sistema sanitario, poiché eroga prestazioni a supporto delle aree di medicina, di chirurgia, di urgenza e di emergenza, e di alta specialità. Mai come negli ultimi anni si è registrato da parte delle componenti del sistema Istituzioni, Associazioni, Società scientifiche, una affinità di intenti, una convergenza verso obiettivi comuni e condivisi che testimoniano la crescita del settore, che si trova a rispondere anche alle nuove esigenze che nascono dalla integrazione europea.

E’ importante da parte mia ricordare in qualità di Ministro della sanità che gli Organismi dell’Unione Europea hanno indicato con diversi provvedimenti gli obiettivi generali che ciascuno Stato membro deve realizzare nel settore trasfusionale, in particolare l’autosufficienza nazionale del sangue e degli emoderivati.

La Legge varata nel 2005, la n. 219, ha dettato la nuova disciplina delle attività trasfusionali e della produzione nazionale degli emoderivati, lanciando una grande sfida alle entità di governo, centrali e regionali, alle Associazioni e alle Federazioni dei donatori, nonché ai professionisti delle Società scientifiche, affinché, nel perseguimento dell’autosufficienza nazionale di sangue, sia realizzato il rispetto dell’uniformità nazionale dei livelli essenziali trasfusionali. Questa legge prevede l’azione di indirizzo e di verifica delle Regioni e azioni di coordinamento da parte del governo centrale, tese a salvaguardare l’uniformità assistenziale, la crescita dell’innovazione tecnologica e scientifica e la realizzazione di una efficiente rete informativa, dall’emovigilanza alla copertura delle emergenze. Il percorso per assicurare questo coordinamento centrale, come saprete, è già stato avviato.

Confido nell’ausilio della Consulta Tecnica per il sistema trasfusionale, grazie al cui contributo è stato possibile emanare il decreto ministeriale 18 aprile 2007, in via di perfezionamento, che reca indicazioni essenziali sulle finalità statutarie delle Associazioni e Federazioni dei donatori di sangue, comprese anche quelle delle donatrici volontarie di sangue da cordone ombelicale.

Nel provvedimento sono stati ribaditi i principi cui gli Statuti debbono ispirarsi, in particolare il valore umano e solidaristico della donazione volontaria e gratuita del sangue e dei suoi componenti, e sono stati illustrati gli scopi che le associazioni e le federazioni dei donatori e delle donatrici volontari perseguono per concorrere ai fini istituzionali del Servizio Sanitario Nazionale. In particolare, la promozione dell’informazione e la sensibilizzazione della popolazione alla donazione di sangue.

Voglio qui ricordare anche il costituendo Centro Nazionale Sangue, organismo di coordinamento e di indirizzo previsto dalla legge del 2005, e il suo Comitato direttivo, nella cui composizione si è avuto cura di tutelare la rappresentanza delle Associazioni e delle Federazioni dei donatori di sangue, secondo quanto disposto dal decreto del 10 novembre 2006, da me sottoscritto in riconoscimento del ruolo fondamentale svolto dal volontariato.

Ritengo necessario sottolineare questo riconoscimento, in quanto è alta la valenza delle Associazioni di volontariato in un ambito così delicato: Per il significato strategico che il donatore volontario di sangue esprime nel sistema sanitario; Per il peso della volontà di persone che dedicano agli altri parte di sé, delle proprie attenzioni, del proprio tempo, e anche del proprio essere fisico; Per la capacità di attrazione e di diffusione della cultura del “saper donare”, della promozione della salute e di corretti stili di vita; Per lo stimolo costante e encomiabile alla aggregazione. 

Il dono del sangue volontario, anonimo e non remunerato, è un caposaldo essenziale. Un caposaldo che permette di conseguire i più elevati livelli di sicurezza trasfusionale e che concorre al raggiungimento dell’autosufficienza sul piano nazionale. Pertanto, la valorizzazione dell’associazionismo volontario è un dovere per il nostro Paese, poiché tale associazionismo contribuisce significativamente, a fianco di tanti suoi meriti, a promuovere la cultura della solidarietà e del benessere, ma anche alla sostituzione della donazione occasionale con quella periodica, dando impulso e vita all’importante risorsa costituita da forme di volontariato periodico e responsabile. 

Gli sforzi fin qui compiuti, grazie anche alle tante campagne per la promozione del dono del sangue tenute in collaborazione con le Associazioni di donatori, hanno raggiunto traguardi notevoli in merito all’autosufficienza di sangue e di emocomponenti nel nostro Paese. Mentre per il sangue e gli emocomponenti ad uso trasfusionale si è raggiunto, attraverso meccanismi di scambio tra Regioni, regolati da accordi o convenzioni, un livello di autosufficienza, comunque da consolidare, per il plasma – da avviare alla produzione di emoderivati - si è ancora lontani dal soddisfacimento della domanda. 

Voglio attirare la Vostra attenzione su una constatazione rassicurante. Dai dati del registro nazionale sangue e plasma curato dall’Istituto Superiore di Sanità, risulta una crescita costante, nel corso di questi ultimi anni, del numero di donatori. Dai dati del 2005 risulta infatti:

a) che il numero dei donatori in Italia è stato pari a 1.492.858, e pertanto si conferma il trend crescente registrato negli ultimi anni. Incrementi significativi sono stati osservati in Regioni storicamente carenti (quali Molise e Calabria) dove è aumentato il numero di donatori periodici/1000 abitanti, mentre Lazio e Campania hanno registrato un incremento dei donatori nuovi/1000 abitanti. La media italiana di donatori totali/1000 abitanti è stata pari a 26. L’indice di donazione (numero di donazioni/anno) per il sangue intero a livello nazionale è rimasto invariato rispetto agli anni precedenti e si attesta a 1,6, anche se gli uomini possono donare fino a 4 volte e le donne 2 volte/anno.

b) che nel 2005 il numero di unità di sangue intero raccolte (2.346.656) è leggermente aumentato rispetto agli anni precedenti; la media nazionale è stata di 38 unità/1000 abitanti. Accanto alla incrementata raccolta di emazie è stato evidenziato anche un aumento dei consumi (alta specialità, trapianti, cardiochirurgia, allungamento della vita media) in tutte le Regioni.Alcune Regioni, in particolare Sardegna e Lazio, pur se per ragioni diverse, non sono ancora in grado di soddisfare in modo autonomo il proprio fabbisogno interno. c) che la produzione di plasma è stata di 759.056 litri, anche in tale ambito si conferma l’andamento positivo degli ultimi anni. Il 79% del plasma raccolto è stato inviato all’industria per la produzione di plasmaderivati ed il 21% è stato utilizzato per esigenze cliniche.

Molto si attende dal nuovo assetto e dai nuovi Organismi, affinchè attraverso una pianificazione puntuale nei tempi degli effettivi bisogni si possa rispondere con azioni programmate mirate e con interventi specifici alla domanda di salute che proviene dal nostro Paese. In conclusione, desidero rivolgere un appello di fronte a questa tribuna importante.

Confido fortemente, per assolvere gli impegni previsti, nel contributo essenziale da un lato delle Associazioni e delle Federazioni dei donatori, e in particolare da tutti Voi, attraverso la pianificazione di nuove strategie per il reclutamento e il mantenimento dei donatori, e la programmazione della raccolta; dall’altro in quello dei professionisti medici e paramedici invitati a fornire la propria, completa adesione ai nuovi modelli organizzativi e un impegno costante nella qualificazione professionale, sia nelle attività di produzione che in quella quotidiana di cura e di assistenza della popolazione.

 

Avis Provinciale Pavia